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Guida pratica alla SEO

Una persona che conosce le regole dei motori di ricerca e della scrittura conosce l’importanza del tag title per Google ma sa che deve essere persuasivo per attirare il click dell’utente.
Non basta inserire le keyword nei punti giusti.

Competenze:

  • Conoscenza della lingua italiana
    • Grammatica
    • Sintassi
    • Ortografia
    • Punteggiatura
  • Conoscenza della SEO on-page
    • Meta tag Google
    • Keyword research
    • SEO tool
    • UX e accessibilità

Ci vuole questo per dominare una serp competitiva. Andiamo al sodo, cerchiamo di capire come scrivere un articolo ottimizzato SEO, come piacere a Google ma anche ai lettori del blog che stai curando. Ora lavoriamo per posizionarti in prima pagina.

Noti qualcosa? Scrivere un articolo ottimizzato SEO è semplice. I punti da rispettare non sono impegnativi, ciò che fa la differenza è la capacità del singolo di indagare.

E scoprire le necessità del pubblico su Google. Nel momento in cui definisco un topic con gli argomenti correlati il gioco sulla pagina non è particolarmente impegnativo. Qui però si gioca la differenza tra un esperto SEO e un articolista.

Cos’è una keyword

Con il termine keyword si intende una parola chiave che corrisponde alla query (ricerca) fatta da un utente su Google, Yahoo!, Bing o qualsiasi altro servizio del genere. Lo studio dei termini è essenziale per capire cosa cercano le persone che rientrano nel tuo target. E per iniziare una buona ottimizzazione SEO delle pagine.

Quante parole chiave esistono?

Ci sono diverse keyword che puoi individuare per il tuo sito web. Ad esempio ci sono le parole chiave a coda lunga, le longtail, che rappresentano delle ricerche con molti termini e un basso volume di ricerca. Le vanity keyword, invece, sono query composte da poche parole, anche una sola, con molte ricerche mensili.

Come fare SEO copywriting: organizza il lavoro

In primo piano c’è la necessità di soddisfare le esigenze di chi legge usando le parole più ricercate. Quindi devi incrociare le intenzioni di ricerca. 

Cerca di entrare nella mente di un utente. Quali sono le domande? E le sue necessità? Per ottenere questo risultato devi lavorare su dati qualitativi e quantitativi.

seo copywriting e keyword research
Come organizzare il lavoro di SEO copy.

Scrivere per il web, fare SEO Copywriting, vuol dire soddisfare le esigenze dei lettori. Non ci sono misteri black hat e tecniche SEO segrete. Non esistono, punto.

Non basta ripetere le keyword a destra e a sinistra. I contenuti di qualità incrociano direttamente le domande e le necessità di chi legge, questa è la tecnica di scrittura SEO: soddisfare il lettore. Sempre. E migliorare anche la user experience.

Da dove inizia l’ottimizzazione dei testi internet?

Il lavoro di SEO Copywriting inizia dal brainstorming. Con i tuoi colleghi, con i clienti e con i potenziali lettori. I primi due li puoi contattare facilmente. I lettori, invece, devono essere intercettati attraverso strumenti e buon senso.

Comprendere le intenzioni di ricerca

Uno degli aspetti fondamentali del SEO copywriting: comprendere le intenzioni di ricerca e scrivere contenuti per rispondere a esigenze precise. Questo in teoria.

Nella pratica? Devi focalizzarti sulle principali tipologie di ricerche che le persone lasciano su Google. Sto parlando di query differenti che rispondono a questi nomi:

  • Navigazionali, quando l’utente vuole andare da qualche parte.
  • Transazionali, quando l’utente vuole fare qualcosa.
  • Informazionali, quando l’utente cerca informazioni.

Le ricerche navigazionali chiamano in causa il nome del brand e sono effettuate da chi ha già un’idea precisa sui propri bisogni. Poi ci sono quelle transazionali che contemplano un’azione, un’intenzione d’acquisto.

Le ricerche navigazionali chiamano in causa il nome del brand (articolo copy my social web) e sono effettuate da chi ha già un’idea precisa sui propri bisogni. Poi ci sono quelle transazionali che contemplano un’azione, un’intenzione d’acquisto.

keyword

Infine ci sono le ricerche informazionali. Vale a dire quel corpus di query che corrisponde all’80% delle ricerche online. Il posizionamento sui motori di ricerca passa anche e sopratutto attraverso il lavoro che fai su queste parole chiave.

Ho già detto che le ricerche informazionali sono quelle chi chiedono approfondimenti a Google, come fare qualcosa. In pratica è la classica esigenza che intercetta il caro Salvatore Aranzulla. Cosa significa questo per chi deve ragionare sulle keyword?

Un esempio di struttura per studiare le keyword.

La risposta la trovi in questo grafico che organizza le pubblicazioni dei contenuti. Ci sono delle pagine che soddisfano le ricerche commerciali, relative alla volontà di acquisto. Poi ci sono gli articoli del blog che rispondono al bisogno di informazioni.

Come fare keyword research: raccolta e incrocio

Devi trovare le intenzioni di ricerca necessarie per fare un buon lavoro di SEO copywriting. E per posizionarti su Google. Lo fai in due modi: lavorando con i tool che ti restituiscono le ricerche dei potenziali lettori (cosa cercano le persone sui motori di ricerca), e seguendo le community dove si sviluppano discussioni.

In questo modo raccogli una gran quantità di informazioni. Come si usano questi risultati? Il SEO copywriter parte da una keyword, da un’esigenza precisa, e ragiona su come ottimizzare una pagina per una query. Per una ricerca del pubblico.

Come suggerisce anche Shepard, famoso esperto SEO, sul blog Moz tutto inizia con un topic definito che deve essere comunicato a Google. Ma attenzione ai dettagli:

Resist researching single keywords, and instead move towards exploring your keyword themes. Examine the secondary keywords related to each keyword. When people talk about your topic, what words do they use to describe it? What are the properties of your subject? Use these supporting keyword phrases as cast members to build content around your theme.

Non devi cercare solo la keyword principale, quella che dovrai seguire per ottimizzare i punti principali della pagina web. Devi puntare anche sulla ricerca delle keyword correlate per approfondire le intenzioni di ricerca e creare il miglior contenuto.

Keyword per SEO: quali tipi scegliere?

Nella keyword research devi fare due differenze per organizzare le parole chiave. Ogni termine che inserisci nella lista è definito in base alla presenza di un intento:

  • Transazionale (fare qualcosa).
  • Informazionale (conoscere).
  • Navigazionale (andare su un sito).

Queste keyword possono essere suddivise tra long tail e fat head keyword. Due definizione che riguardano soprattutto la struttura e l’intento di ricerca:

  • Le prime sono lunghe e specifiche con basso volume di ricerca, non per forza un CPC basso, competenza ridotta e buona conversione. Bypassano la concorrenza.
  • Le fat head hanno un alto volume di ricerca su Google e un costo per click interessante, ma spesso sono solo vanity keyword. Quindi inutili ai fini della conversione.

Un’altra differenza: quella tra keyword principale, secondaria e correlata. La prima è la combinazione esatta, il punto di partenza della tua ottimizzazione. Ma non devi fermarti qui, non è questo il tuo lavoro. Oggi l’ottimizzazione SEO opera su:

  • Keyword primaria, il focus che ti dà un’idea dell’intento di ricerca.
    • Esempio: SEO.
  • Keyword secondarie che aggiungono termini prima o dopo la keyword.
    • Esempio: Strumenti SEO.
  • Correlate, parole pertinenti al concetto ma senza parole chiave.
    • Esempio: Ottimizzazione per i motori di ricerca.

Tutto questo ti aiuta a lavorare in modo approfondito, creando un’alberatura delle parole chiave da usare per le pagine da creare. Ma in che modo? Devi studiare.

Quali strumenti: tool per fare analisi keyword

Per raccogliere le keyword io di solito lavoro incrociando i dati con diversi strumenti. Da un lato hai Keyword Planner di Google che è sempre un buon punto di partenza per definire il volume di ricerca di una frase/parola, anche se ha avuto una serie di restrizioni dalla casa madre. Devi attivare una campagna PPC per vedere i dati.

Strumenti SEO oltre Keyword Planner

Ci sono SEO tool come SEMrush, SEOzoom e Majestic che ti permettono di mettere a confronto diverse query, definendo i volumi di ricerca delle correlate.

I SEO tool gratis e utili al lavoro del copywriter sono tanti. Per questo ti suggerisco di dare uno sguardo a questo articolo di My Social Web: qui trovi una descrizione dei principali strumenti per scegliere le keyword migliori. Usa con cura queste risorse.

Usa Google Trends per capire le tendenze

Devi sfruttare Google Trends per la tua analisi keyword. Così puoi scoprire cosa cercano le persone, quando e in che misura rispetto ad altro. Credo che Google Trends sia importante per fare SEO Copywriting, e per capire il pubblico.

Base della keyword research: Google Suggest

Per me Google Suggest è un punto di partenza indispensabile per avere il polso della situazione e per capire cosa cercano le persone intorno a un argomento.

Grazie al completamento di ricerca e ai consigli che Google dà su una query puoi capire quali sono i temi più importanti che i potenziali lettori cercano sul motore.

Le keyword secondarie e correlate di Google.

Come si definiscono i Google Suggest? Nel completamento della query quando la digiti nel campo search, nel footer della serp una volta effettuata la ricerca.

Ma anche sotto al singolo risultato nel momento in cui lo clicchi e ritorni indietro magari per cercare un altro risultato. Google cerca sempre di facilitare il compito del pubblico, e nel frattempo aiuta anche il SEO copywriter nel suo lavoro.

Archivio delle keyword: Excel, ottimo SEO tool

Hai raccolto le keyword? Crea un foglio di calcolo e archivia i risultati. Io uso sempre Google Drive, in questo modo posso condividere facilmente il documento con clienti e collaboratori. Dai uno sguardo a questi post: use Google Docs to Manage your Digital Projects e come usare Excel per fare SEO.