Stai avviando la tua attività o stai evolvendo il tuo marchio per soddisfare le esigenze del tuo pubblico … molto probabilmente ti troverai di fronte ad un dilemma, soprattutto se il tuo lavoro è quello di una libera professionista o freelance.
Decidi di investire il tuo tempo, i tuoi sforzi, i tuoi soldi e le tue energie per costruire un personal brand o un business brand?

Come scegli la strada giusta per la tua azienda?

In questo post ti darò alcuni spunti che mi auguro possano aiutarti a prendere la tua decisione.

COSA SIGNIFICA AVERE UN PERSONAL BRAND

Innanzitutto è bene sottolineare che quando parliamo di avere un “brand personale” rispetto a un “brand aziendale” non significa che se si decide per il primo non si possano raggiungere livelli interessanti di business.

La differenza non sta nell’obiettivo, ma negli strumenti e modalità di loro attivazione che scegliamo di utilizzare per raggiungerlo.

Un nome distinguibile e memorabile!

Quando si sceglie di chiamare la propria attività con il proprio nome, piuttosto, una cosa che molte persone non si chiedono, sebbene sia un fattore decisivo è … ho un nome che sia un po’ distinguibile, per certi versi unico?

Se sei Maria Rossi, sarà molto probabile che quell’URL sia già stato acquistato, così come gli handle dei social, con il risultato che il tuo personal brand possa venire oscurato da molti altri omonimi.

Ma oltre a questo, molto gioca anche il fattore memorabilità: mentre con un business brand si può inventare qualcosa che si distingua, e faccia ricordare qual è il tuo oggetto, il tuo servizio, il nostro nome proprio potrebbe essere appunto molto comune, poco memorabile o magari di difficile pronuncia.

Pensa ad Seth Godin – probabilmente ha scelto di usare il suo nome con la consapevolezza che non ci fossero una tonnellata di altri Godins là fuori.
Pensa a Gary Vaynerchuk … anche questo è un nome piuttosto unico (soprattutto considerato il suo mercato, per lo più statunitense).

L’unicità o la particolarità del tuo nome e cognome potrebbero essere un buon punto di partenza da considerare nella scelta tra il personal branding ed il business branding.

Proviamo ora ad elencare una serie di fattori da tenere in considerazione sia per l’una che per l’altra scelta.

Quando hai un personal brand:

• la tua attività prende il nome da te

• tu stesso sei il cuore della tua attività, ti poni come l’esperto nel tuo campo

• hai la possibilità di trattare il tuo nome come marchio ombrello e di creare programmi, prodotti o offerte come sotto-marchi sottostanti

• il tuo pubblico segue, interagisce e decide di spendere i propri soldi nei tuoi servizi, grazie a te.

3 Considerazioni sulla scelta di un marchio personale

01 – QUANDO SEI IL PRODOTTO:

Se sei o desideri essere un oratore, un autore, un leader di pensiero esperto o sei proprietario di un’azienda in cui tu stesso sei la merce che la gente vuole comprare (un allenatore, un consulente o un creativo): allora un personal brand potrebbe essere il perfetto biglietto da visita!

Quando scegli di nominare la tua attività come te stesso, ti stai posizionando chiaramente come l’esperto da sapere.

Amy Porterfield si è letteralmente fatta un nome (cioè un personal brand) come esperta nel rendere facile il marketing online per imprenditori e liberi professionisti.
Il suo nome è il brand, perché la sua studentessa ideale (o cliente ideale) è attirata dal suo stile di insegnamento passo dopo passo e con informazioni e istruzioni facili da seguire. Stanno imparando da LEI.
Inoltre, ha guadagnato milioni creando marchi secondari sotto il marchio ombrello di Amy Porterfield: ha marchiato i suoi corsi come Webinar That Convert, List Builders Society o Digital Course Academy.

02 – QUANDO SEI UN IMPRENDITORE CON MOLTE PASSIONI:

Scegliere il tuo nome come brand ti consente anche di ruotare o evolvere facilmente la tua attività senza doverla rinominare. Puoi cambiare la tua attenzione da fashion blogger a consulente di risorse umane, ad esempio, senza dover creare un marchio completamente nuovo, perché il tuo nome rimarrà sempre lo stesso.
In questo caso dovrai solo aggiornare i messaggi e l’aspetto.

Gary Vaynerchuk ha iniziato trasformando l’attività del padre, un negozio di alcolici, in un ecommerce di successo, posizionandosi come il maggior intenditore di vino online degli Stati Uniti, ed ora, grazie a quella esperienza, si è evoluto diventando uno dei principali esperti di marketing digitale, oltre che titolare di una agenzia di digital marketing con ben 4 sedi.
Un’importante svolta nei suoi affari … ancora sotto il suo nome.

03 – LE PERSONE NON CONOSCERANNO AUTOMATICAMENTE COSA FAI FINO A CHE IL TUO PERSONAL BRAND SARÀ AFFERMATO:

Una cosa da tenere presente quando si sceglie di partire con un marchio personale è che fino a quando non sarai diventato ben conosciuto le persone non potranno sapere COSA FAI solo da esso.
Con un marchio commerciale, invece, ciò che fai o il beneficio di ciò che fai, cioè la tua promessa, potrebbe essere indicato proprio già nel nome della tua attività.

Non è una brutta cosa, ma è bene esserne consapevoli. Ed è anche il motivo per cui lo sviluppo di una solida strategia di brand e di messaggi chiari diventerà il tuo migliore amico se scegli di partire con un personal brand. Affinché le persone possano sapere cosa fai subito dopo aver visto il tuo nome, avrai assolutamente bisogno di una forte dichiarazione di posizionamento e di un payoff per il tuo marchio.

COSA SIGNIFICA AVERE UN BUSINESS BRAND

Se crei un marchio da zero per rappresentare la tua attività, quello è un marchio aziendale.

 Quando hai un business brand …

• stai creando un marchio identificabile diverso dal tuo nome

• stai scegliendo un nome per la tua attività che in genere riflette ciò che fai o rappresenta un valore fondamentale per la tua attività – pensa a NIKE (vittoria) o DRYBAR.

3 Considerazioni sulla creazione di un business brand

01 – IL TUO PUBBLICO RICORDA QUELLO DI CUI TI OCCUPI PIÙ VELOCEMENTE

Quando crei il tuo marchio da zero, di solito stai chiaramente dicendo a qualcuno cosa fai nel titolo della tua attività. Il mio marchio è un marchio commerciale che fa esattamente questo: ti aiuto ad affermare il tuo brand.

02 – UN GIORNO POTESTI VOLER VENDERE IL TUO BUSINESS

Se un giorno hai il desiderio di far crescere la tua attività fino al punto in cui vorresti venderla a qualcun altro, creare un marchio commerciale è una buona scelta per te perché non vorrai mai vendere la tua azienda a cui è associato il tuo nome.

03 – I MARCHI COMMERCIALI NON SONO FLESSIBILI SE VUOI MODIFICARE L’OGGETTO DEL TUO BUSINESS

Immagina se decido di incentrare la mia attività sulla crescita personale e il mio nome commerciale sia ancora THE BRAND SETTER. Non avrebbe senso avere un’attività di life coaching o di crescita personale con il nome di una società che si occupa chiaramente di creare il tuo marchio.
Significa che avrei bisogno di creare un secondo marchio che riflettesse ciò che vorrò offrire con questa nuova direzione.

Le conclusioni

Qualunque sia la direzione in cui decidi di appoggiarti al nome della tua attività, sappi che non esiste una risposta giusta o sbagliata.

Ha tutto a che fare con quello che fai, con chi è il tuo pubblico e come si connetterà meglio con te.

Pensa a cosa ti piacerebbe essere conosciuto e a quale visione vuoi dove vuoi andare. E ricorda, Ti è permesso cambiare idea!

Puoi fare il rebranding. E così come puoi scegliere quanta parte della tua vita personale condividere all’interno di un personal brand, nulla vieta di farlo anche all’interno di un marchio aziendale.
È una scelta: non lasciare che questa decisione ti impedisca di far avanzare la tua attività, scegli una direzione e provala per almeno 6 mesi per valutare la reazione del tuo pubblico.

A presto

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